Scuola, grande richiesta di tamponi. Pediatri: 5 giorni per esito sono troppi

da doctor33.it (modif.)

La scuola è da poco ripresa e ad essere presi d’assalto sono i pediatri, «sommersi dalle telefonate di genitori che richiedono il tampone per i loro figli, preoccupati per sintomi che pure in questa stagione sono nella norma: tosse, febbre, problemi gastrointestinali. Disturbi che, però, ora è necessario distinguere da un’infezione da coronavirus», spiega all’Adnkronos Salute Paolo Biasci presidente nazionale della Federazione italiana medici pediatri (Fimp).

Il problema è che l’esito del tampone naso-faringeo per il coronavirus sul territorio richiede dai 4 ai 5 giorni, ma «se lo stesso paziente va in pronto soccorso la risposta arriva in 4 ore». Una differenza che, con l’apertura delle scuole e «l’inabitabile boom di richieste ai pediatri di test per bambini e ragazzi con sintomi di un’infezione, rischia di paralizzare il sistema». Maggiori informazioni

Ritorno a scuola e sintomi: tutte le domande dei genitori

da corriere.it   (modif.)

A breve riparte l’anno scolastico. Ma quando i figli presentano sintomi che fanno sospettare il Covid? Scatta subito il tampone? Anche per i genitori ? Come comportarsi nelle diverse situazioni

Ore 7,30, il bambino ha un po’ di tosse e mamma o papà gli provano la febbre. Non ce l’ha, deve comunque restare a casa? Secondo le indicazioni operative dell’Istituto superiore di sanità il bambino non deve andare a scuola se presenta febbre o qualunque tipo di sintomo compatibile con il covid. Che fare?
Dipenderà dall’entità della tosse. Occasionali e isolati colpi di tosse mattutini non rappresentano una controindicazione alla frequenza scolastica. Il consiglio di Alberto Villani, presidente della società italiana di pediatria che con Sergio Iavicoli, direttore medico Inail, ci aiuta a rispondere a queste domande, è sfoderare l’intuito tipico di genitori attenti ai propri figli. Maggiori informazioni

Il deficit di ormone della crescita : come si cura?

Da ospedalebambinogesu.it
risponde il responsabile del reparto di Endocrinologia : Marco Cappa
Cos’è il deficit dell’ormone della crescita?

Come dice la parola stessa, il deficit dell’ormone della crescita è la mancanza di questo ormone che ha lo scopo di far crescere il bambino e di dargli gli strumenti metabolici per costruire bene il proprio corpo: i muscoli e le ossa. L’ormone della crescita, prodotto dall’ipofisi, agisce attraverso uno stimolo a livello epatico che porta alla produzione di una sostanza – IGF1 – che svolge la funzione metabolica.

Da cosa dipende la mancanza dell’ormone della crescita?

Le cause sono due. La prima è una mancanza congenita. Esistono delle malattie genetiche per cui alcuni geni non permettono la formazione normale dell’ipofisi e si ha un deficit strutturale dell’ipofisi definito ipopituitarismo congenito che può essere evidente già in fase neonatale. Le forme acquisite di deficit di GH, in genere, sono legate a problemi sulla struttura dell’ipofisi. Ci possono essere dei tumori, anche se benigni, che possono determinare un malfunzionamento della ghiandola ipofisaria. La maggior parte dei deficit che valutiamo, però, è soprattutto di natura congenita.

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