La super influenza colpisce gli italiani. I sintomi e come contrastare la ‘variante K’

da dire.it

Come era stato previsto, quella di quest’anno è un’influenza particolarmente aggressiva“. A parlare della super influenza che sta circolando da settimane è Valentina Grimaldi, pediatra di famiglia, consigliere Omceo di Roma e coordinatrice della Commissione età evolutiva. La pediatra spiega che la sintomatologia caratteristica di questo virus (conosciuto anche come variante Kraken) è “febbre alta a insorgenza improvvisa, con picchi anche di 39-40 gradi, che a volte fa fatica a rispondere agli antiepiretici e può durare fino a 5-6 giorni. E poi raffreddore, qualche sintomo gastro-intestinale, dolori muscolari, mialgie e una tosse molto fastidiosa legata al raffreddore. Si tratta pertanto di una tosse che riguarda le vie alte, da scolo di muco retrofaringeo, quindi non è necessario fare aerosol o particolari terapie se non pulire e soffiare il naso e usare sostanze emollienti e lenitive per la mucosa delle alte vie- spiega ancora la pediatra- Poi, finita la febbre, la tosse residua anche per una settimana-dieci giorni proprio perché il virus ha un’azione irritativa sulle mucose delle vie respiratorie”.

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Influenza, SIP: stagione partita in anticipo. Vaccinare ora i bambini

da doctor33.it

La stagione influenzale 2025-2026 è iniziata con circa quattro settimane di anticipo in Italia e in Europa e presenta già una circolazione sostenuta dei principali virus respiratori. Lo segnala la Società italiana di pediatria (SIP) sulla base dell’ultimo aggiornamento dell’OMS Regione europea e dei dati della sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto superiore di sanità, invitando a procedere subito con la vaccinazione dei bambini per arrivare protetti al picco atteso tra fine dicembre e inizio gennaio.

La SIP ricorda che, come avviene tradizionalmente durante la stagione influenzale, i bambini risultano tra le fasce di popolazione maggiormente colpite dalle infezioni respiratorie. Secondo l’ultimo report RespiVirNet, l’incidenza più elevata delle infezioni respiratorie acute interessa la fascia di età 0-4 anni, con valori nettamente superiori rispetto agli altri gruppi.

Per età e contesti di vita, in particolare nidi, scuole e attività sportive, i più piccoli hanno un ruolo rilevante nella circolazione dei virus nella comunità. Contenere i contagi in questa fascia, sottolineano i pediatri, significa ridurre la diffusione in ambito familiare e negli ambienti sociali.

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Influenza, Cdc: in aumento le complicazioni neurologiche nei bambini

da doctor33.it

La stagione influenzale negli Stati Uniti ha causato un aumento preoccupante di complicazioni neurologiche nei bambini, con almeno nove decessi pediatrici legati a encefalopatie e encefaliti associate al virus. Il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) ha segnalato che i casi più gravi presentano sintomi come convulsioni e alterazioni dello stato mentale, portando a ricoveri d’urgenza e, in alcuni casi, alla morte.

Secondo un’analisi del CDC su oltre 1.800 decessi pediatrici legati all’influenza dal 2010, circa il 9% presentava complicazioni neurologiche. Quest’anno, i dati suggeriscono un incremento di queste manifestazioni, anche se non è ancora chiaro se si tratti di una tendenza a lungo termine. Quello che emerge con certezza è che la maggior parte dei bambini colpiti non era vaccinata.

Gli esperti ribadiscono l’importanza della vaccinazione antinfluenzale, che secondo i dati preliminari riduce il rischio di ospedalizzazione nei bambini tra il 64% e il 78%. Anche la somministrazione precoce di antivirali può aiutare a contenere la gravità dell’infezione. Nel frattempo, i medici vengono esortati a monitorare con attenzione i casi pediatrici con influenza, prestando particolare attenzione a sintomi neurologici che potrebbero indicare un decorso più grave della malattia.