Dengue. Ecdc: Probabilità moderata di trasmissione locale

da popsci.it

 

Dall’inizio del 2024 sono stati segnalati a livello globale oltre due milioni di casi di dengue e oltre 500 decessi correlati alla dengue. La maggior parte dei casi è stata segnalata nella regione Oms Paho (regioni delle Americhe) con un numero cumulativo di 1.874.021 casi sospetti segnalati fino alla settimana 8 del 2024 (terminata il 25 febbraio 2024). Si tratta di un aumento del 249% rispetto allo stesso periodo del 2023.

In Brasile si sono registrati già oltre 1,5 milioni di casi nel 2024 e 278 decessi. La vaccinazione contro la dengue è iniziata e si stanno implementando misure come un monitoraggio rafforzato.

Guadalupa, Martinica, Saint-Barthélemy e Saint-Martin continuano a dover affrontare un’epidemia classificata in fase 4 e livello 1 per Guadalupa e Martinica e come fase 3 per Saint-Barthélemy e Saint-Martin. Secondo il rapporto di sorveglianza della dengue del 29 febbraio 2024, si osserva una tendenza decrescente nei casi che presentano sintomi di dengue in Guadalupa e Saint Barthélemy, con tendenze simili osservate nelle visite ai dipartimenti di emergenza. In Martinica e Saint-Martin si osserva una tendenza all’aumento dei casi con sintomi di dengue dall’inizio dell’anno. Tuttavia, il numero di casi che presentano sintomi nei pronto soccorso sta diminuendo.

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Morbillo, allarme epidemia in Gran Bretagna dopo il calo delle vaccinazioni. E in Italia?

da corriere.it

In Gran Bretagna, dopo che per anni sono diminuite le percentuali di vaccinazione dei bambini, ora si parla di «epidemia di morbillo», come riferisce il New York Times. Tra il 1° ottobre 2023 e la fine di febbraio di quest’anno, secondo i dati dell’Agenzia inglese per la sicurezza sanitaria,  sono stati confermati 650 casi di morbillo. E ora si sta pensando a come affrontare i livelli troppo bassi di immunizzazione: 84,5% alla fine dell’anno scorso, rispetto alla soglia di sicurezza del 95%, ma a Londra si è registrato un tasso di copertura, ancora inferiore, pari al 73,1%. C’è da preoccuparsi anche in Italia per il «ritorno» del morbillo? Cosa fare?

La diffusione di questa malattia infettiva molto contagiosa e che può diventare anche pericolosa è in aumento in tutta Europa, tanto che la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha di recente lanciato l’allarme, invitando tutti gli Stati membri a massimizzare gli sforzi per raggiungere e mantenere un’elevata copertura vaccinale per il morbillo e tutte le altre malattie prevenibili con i vaccini. Nel 2023, i casi di morbillo nel continente europeo, sono aumentati di oltre 40 volte, rispetto all’anno precedente, passando da meno di mille a oltre 40 mila. E sono stati registrati 21mila ricoveri ospedalieri e 5 morti. Ma la malattia, sottolinea l’Oms, si può prevenire col vaccino e nessuno dovrebbe più morire di morbillo.

 

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Profilassi bronchiolite da Vrs. Ausl Valle D’Aosta: “Ottimi risultati da nuova profilassi ai neonati”

da quotidianosanita.it

La nuova profilassi con l’anticorpo monoclonale Nirsevimab per tutti i nuovi nati è partita il 20 dicembre 2023. L’adesione è stata di circa il 65% e nessuno dei bimbi e neonati che hanno ricevuto il farmaco è stato ricoverato per bronchiolite. I ricoveri che l’anno scorso avevano messo in seria difficoltà il reparto (49 fino al 04/02/2023), nello stesso periodo del 2024 si sono ridotti del 62% (19) e quasi tutti all’inizio della campagna di profilassi.

L’Azienda USL comunica i primi, “ottimi” dati sulla campagna di profilassi della bronchiolite da Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) che la Valle d’Aosta ha lanciato a dicembre, prima regione in Italia insieme a altri Paesi come Francia, Stati Uniti e Canada. I piccoli pazienti che hanno avuto bisogno di ricovero per questa malattia si sono più che dimezzati: finora, al 4 febbraio 2024, 19 casi contro i 49 registrati nello stesso periodo della scorsa stagione: una riduzione del 62%. “Un risultato davvero incoraggiante tenuto anche conto che quest’inverno la patologia risulta particolarmente virulenta e ha messo, e sta ancora mettendo, in ginocchio moltissime Pediatrie del Paese”, si legge nella nota dell’Ausl.

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