Bambini e Coronavirus: aggiornamento articolo del 3 febbraio

Bambini e Coronavirus: aggiornamento articolo del 3 febbraio

dal corriere.it/salute/pediatria (modif)

Il Coronavirus che ormai imperversa in tutto il mondo in generale sembra colpire in modo lieve i bambini , che rappresentano la percentuale più piccola delle decine di migliaia di infezioni identificate finora. Ora, il più grande studio finora condotto su bambini e virus ha scoperto che mentre la maggior parte di loro sviluppa sintomi lievi o moderati, una piccola percentuale – in particolare neonati e bambini in età prescolare – può ammalarsi gravemente. L’Organizzazione mondiale della sanità due giorni fa aveva confermato che «i bambini possono essere contagiati. Tendono a sviluppare la malattia in modo più lieve, ma ci sono stati casi di morti e per questo devono essere protetti e tutelati».

La ricerca su oltre 2000 bambini

Lo studio, pubblicato online sulla rivista Pediatrics, ha esaminato oltre 2.000 bambini malati in tutta la Cina, dove è iniziata la pandemia. Per la prima volta fornisce un identikit più chiaro di come i pazienti più piccoli sono colpiti dal virus. I ricercatori hanno analizzato 2.143 casi di minori di 18 anni che sono stati segnalati ai Centers for Disease Control and Prevention cinesi e l’8 febbraio. Poco più di un terzo di questi casi è stato confermato con test di laboratorio. Gli altri sono stati classificati come sospetti in base ai sintomi del bambino, alle radiografie del torace, agli esami del sangue e al fatto che il bambino fosse stato a stretto contatto con persone con coronavirus.

Circa la metà dei bambini presentava sintomi lievi, quali febbre, affaticamento, tosse, congestione e forse nausea o diarrea. Più di un terzo, circa il 39%, si è ammalato in modo più serio con sintomi tra cui polmonite o problemi polmonari rivelati dalla TAC, ma senza difficoltà respiratorie. Circa il 4% non ha avuto sintomi. Ma 125 bambini , quasi il 6%, hanno sviluppato una malattia molto grave. Tredici di loro sono risultati «critici», ovvero a rischio di insufficienza respiratoria ( l’incapacità del sistema respiratorio di assicurare un’adeguata ossigenazione del sangue) e di insufficienza d’organo (alterazione della funzione degli organi). Shilu Tong, autore senior dello studio, direttore del dipartimento di epidemiologia clinica e biostatistica al Shanghai Medical Medical Center ha confermato che un ragazzino di 14 anni è morto per il coronavirus. «I bambini di tutte le età sembrano suscettibili al Covid-19 – concludono gli autori del lavoro – senza significative differenze di genere. Sebbene le manifestazioni cliniche del Covid-19 nei bambini siano generalmente meno gravi che quelle dei pazienti adulti, i bimbi più piccoli, in particolare i neonati, sono vulnerabili all’infezione». Per questo gli ospedali di tutto il mondo dovrebbero prepararsi ad accogliere anche pazienti pediatrici.

Il riferimento per il Lazio e’ l’Ospedale Bambino Gesu’ ,fino ad oggi sono stati oltre 120 i bambini segnalati e gestiti dal Bambino Gesù come casi sospetti, dicono dall’ospedale, di questi 3 sono risultati positivi e sono ricoverati , presentando  una forma lieve della malattia. Il piu’ piccolo di 5 mesi è seguito in isolamento da un’equipe interdisciplinare di Malattie infettive, Immunoinfettivologia, e Broncopneumologia dell’ospedale che in queste settimane ha lavorato in stretto contatto con i colleghi dell’Istituto Spallanzani di Roma.

Nello studio cinese più del 60% dei 125 bambini che si sono gravemente ammalati avevano meno di 5 anni. Quaranta di questi erano neonati avevano meno di un anno. Il dottor Tong, nelle sue considerazioni, sospetta che i più piccoli siano più suscettibili a questa infezione perché i loro sistemi respiratori e altre funzioni dell’organismo sono in via di sviluppo oltre che avere un sistema immunitario ancora immaturo per non essere mai stati esposti a virus.

L’esperienza della Lombardia, la Regione più colpita dal nuovo coronavirus non registra casi di pazienti pediatrici gravi. «Ci sono stati alcuni ricoveri di bambini – rassicura Gian Vincenzo Zuccotti- direttore del Dipartimento di Pediatria all’ospedale dei bambini Buzzi di Milano – ma i sintomi sono sempre stati lievi senza mai destare grandi preoccupazioni»

Gli scienziati stanno cercando di capire perché così tanti bambini sembrano essere relativamente incolumi al nuovo coronavirus come era già successo con le epidemie di Sars e Mers in Medio Oriente. Il virus riesce a penetrare nella cellula tramite il legame della sua proteina S (spike protein) ad alcuni recettori cellulari. Una teoria che si sta discutendo è che i bambini piccoli esprimono meno il recettore ACE2 (possibile recettore per Sars-Cov) oppure forse ha una forma diversa. «Potrebbe non essere così sviluppato nei bambini come negli adulti e questo renderebbe più difficile il legame tra le punte delle minuscole particelle virali e l’ingresso delle particelle virali» ha aggiunto il dottor Murth. Un’altra teoria è che i bambini hanno, in generale, polmoni più sani rispetto agli adulti, che sono stati più esposti all’inquinamento nel corso della vita. È anche possibile, dicono gli esperti, che il sistema immunitario dei bambini non attacchi il virus in modo violento come fanno i sistemi immunitari adulti. I medici hanno infatti scoperto che alcuni dei gravi danni subiti dagli adulti infetti non sono stati causati dal virus stesso, ma da una risposta immunitaria troppo aggressiva che ha creato un’infiammazione distruttiva.

marco

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