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da sospediatra.org
Lo spannolinamento (o toilet training) è un processo educativo attraverso il quale il bambino impara a controllare i muscoli responsabili della minzione e della defecazione e ad abbandonare il pannolino. È una tappa molto importante e deve essere un sereno e naturale percorso di crescita verso l’autonomia.
Avviene generalmente fra i 18 e i 24 mesi e comunque non più tardi dei 36 mesi, ma quest’età è molto indicativa e non uguale per tutti i bimbi. Questo controllo si acquisisce grazie alla maturazione del sistema nervoso e al supporto costante dei genitori.
Bisogna iniziare per tempo e con grande anticipo (anche prima dei 18 mesi), non poco tempo prima che inizi la scuola materna. L’età conta, ma soprattutto conta l’osservazione dei segnali.
Tali segnali possono essere i movimenti del corpo: mugolii, viso che diventa più rosso, l’impressione di sforzarsi: tutto ciò sarà molto utile per aiutare i genitori a gestire il momento. Così, i genitori imparano a leggere il linguaggio del corpo del bambino e il bambino a riconoscere i bisogni del proprio corpo. Quindi, bisogna osservare i segnali di prontezza.
La prontezza si distingue in
- Prontezza fisiologica
- Prontezza emotiva.
La prima si riferisce alla maturazione fisica del sistema nervoso e dei muscoli sfinterici. Il bimbo mostra consapevolezza quando sta per fare la pipì o la cacca. La prontezza emotiva riguarda la maturazione psicologica del bambino nell’affrontare questo passo, ad esempio: mostra interesse all’uso del bagno da parte degli adulti e, volendo imitare, esprime il desiderio di “essere grande” e di non volere più il pannolino, prova disagio per quest’ultimo se sporco., oppure se è in grado di comunicare (con parole, gesti o espressioni facciali) il bisogno di usare il bagno prima che accada, e mostra collaborazione.
principali approcci per lo spannolinamento si dividono in:
- Un metodo graduale e rispettoso dei tempi del bambino
- Un approccio intensivo e strutturato
Il primo: Montessori/Gentle Potty Coaching si concentra sull’osservazione dei segnali di prontezza (si attende che il bimbo sia più autonomo, che riesca a familiarizzare con il vasino o il riduttore per wc)
Non c’è pressione o premi eccessivi, né punizioni o forzature. Con questo metodo per lo spannolinamento si crea un ambiente sereno e ai primi segnali (accovacciarsi, nascondersi) viene proposto il vasino, senza pressioni. Questo processo dura dai 3 ai 6 mesi.
Il secondo metodo è quello intensivo, che dura in genere 3-4 giorni. Si lascia il bambino a casa senza pannolino o con le sole mutandine di stoffa; si fa bere molto per aumentare le occasioni di fare pipì e gli si propone di andare in bagno ogni 1-2 ore.
I vantaggi del primo metodo per lo spannolinamento sono soprattutto quelli di non creare ansie nel piccolo né paure (paura di usare il water o di “lasciar andare le feci” considerandole parte del proprio corpo). Gli svantaggi di questo metodo sono: tempi più lunghi, possibile confusione (l’uso intermittente del pannolino e del vasino/wc) sul comportamento atteso, maggiore frustrazione dei genitori (gli incidenti occasionali possono mettere a dura prova la pazienza).
I vantaggi del metodo intensivo per lo spannolinamento sono: la rapidità potenziale del controllo sfinterico, maggiore chiarezza per il bambino (non c’è l’alternarsi pannolino sì, pannolino no), concentrazione totale (supervisione costante dei genitori). Gli svantaggi sono quelli di poter creare ansia nel piccolo, un mancato rispetto dei tempi individuali, comparsa di regressioni anche dopo un iniziale successo, stipsi cronica (il bambino trattiene le feci perché ha paura di lasciarle andare).
Non c’è un metodo unico per lo spannolinamento, ma, qualsiasi sia la scelta dei genitori, i due metodi devono assolutamente basarsi sull’empatia, la pazienza ed il rispetto del bambino.
Consigli pratici della pediatra su come togliere il pannolino
L’acquisizione del controllo sfinterico richiede la presenza di tre fattori:
- Maturazione fisiologica. È relativa ai nervi motori che controllano gli sfinteri e a quelli sensitivi che permettono al soggetto di sentire che la vescica è piena o che il retto contiene le feci)
- Maturazione intellettiva. Il bambino prende coscienza dei propri bisogni e può comunicare con l’adulto per chiedergli aiuto.
- Maturazione affettiva: il piccolo si identifica con l’adulto.
La padronanza dello sfintere anale si ottiene prima del controllo sullo sfintere vescicale. Inoltre, il controllo diurno precede su quello notturno, più complesso da acquisire.
Per raggiungere il successo nel controllo sfinterico sono importanti alcuni consigli pratici:
- È consigliabile introdurre il vasino nel bagno, per renderlo familiare al piccolo
- Se si decide per il water, preferibilmente con il riduttore, serve avere un solido appoggio per sostenere i piedi, che non vanno lasciati penzoloni.
Altri suggerimenti per lo spannolinamento:
Meglio water o vasino? Lasciare libertà di scelta al bambino.
Scegliere vestiti comodi ed evitare cerniere e bottoni, per aiutare e facilitare l’autonomia.
Evitare pressioni, punizioni o ricatti
Mai iniziare lo spannolinamento in concomitanza con eventi a forte carica emotiva (nascita di un fratellino, separazione dei genitori, trasferimento…)
Non è necessario aspettare la stagione estiva, seppur sia certamente più comoda.
Lo spannolinamento è comunemente difficile per fattori di tipo psicologico. Si crea sovente nei bambini la paura di perdere l’attenzione dei genitori, e quindi di crescere, di rendersi autonomo, oppure di perdere una parte di sé (la cacca o la pipì) con lo sciacquone. La ritenzione cronica stira le pareti del retto e nel tempo induce la perdita nervosa della sensibilità, tanto che i bambini non hanno più la capacità di defecare normalmente. In questi casi è importante consultare il Pediatra, che consiglierà l’idratazione e la dieta ricca di fibre. Se il bambino, inoltre, si rifiuta di fare la cacca, si consigliano esercizi di respirazione, come soffiare bolle di sapone, usare una trombetta da festa per rilassarlo.
Se ha paura dello sciacquone possiamo dire: salutiamo la cacca mentre scende, se ha paura del vasino accompagniamolo con un giochino, un pupazzo o meglio ancora con un libro.
A volte si possono avere episodi di pipì frequenti. Può succedere anche che un bambino con autonomia già acquisita possa presentare delle regressioni. Tutto ciò rientra nella normalità: non bisogna sgridarlo, ma incoraggiarlo con tanto amore.
In questi casi bisogna che i genitori siano coerenti e non tornino sui propri passi con il pannolino una volta tolto, per non confondere il piccolo.
A che età togliere il pannolino di notte?
Non esiste un’età precisa, ma è giusto togliere il pannolino quando è asciutto, o quasi asciutto per 5-7 giorni consecutivi. Spesso questo avviene intorno ai 5 – 6 anni.
Il processo è più lungo di quello diurno, e si consigli adi seguire per tutto il periodo alcuni accorgimenti:
- Minore assunzione di liquidi la sera
- Invitare il bambino a fare sempre la pipì prima di andare a letto
- Evitare cibi molto salati a cena
Oltre i 6 anni è bene valutare da un punto di vista medico un’eventuale enuresi notturna.
Quanto dura lo spannolinamento?
Può durare da poche settimane a diversi mesi (3-6 mesi) con picchi più lunghi per il notturno.
Come dicevo tutto dipende dai segnali di prontezza del bambino e dall’approccio dei genitori (molta pazienza)
Quando rivolgersi al pediatra? Segnali da non ignorare nello spannolinamento.
Se lo spannolinamento diurno non avviene entro i 4 anni, potrebbe essere utile parlarne con un pediatra. Egli potrà ricercare un’infezione alle vie urinarie o un ridotto volume vescicale, potrà evidenziare un blocco psicologico (risposta a rabbia e delusione dei genitori, paragoni con altri bimbi o per eccessive ricompense). In alcuni casi, come nel bambino con autismo e altre patologie neuropsichiatriche, l’approccio sarà personalizzato e comprensivo di varie figure professionali.
Se lo spannolinamento notturno va oltre i 5-6 anni, è importante parlarne con il pediatra.