Apnee notturne in Pediatria: l’ ortodonzia e’ spesso risolutiva grazie a cure personalizzate

Apnee notturne in Pediatria: l’ ortodonzia e’ spesso risolutiva grazie a cure personalizzate

Non solo gli adulti russano: in Italia fino al 20% dei bambini sono russatori abituali, con conseguenze anche gravi in termini cognitivi, comportamentali o di apprendimento. Ed è grazie all’ortodontista, il cui ruolo è sempre più importante, che è spesso possibile diagnosticare la patologia e somministrare le cure adeguate. Questo, in sintesi, è quanto sottolineano gli oltre 1.400 specialisti partecipanti al convegno on line “Il ruolo dell’Ortodonzia nel trattamento delle Osas”, al centro dell’ultima giornata del 51° Congresso internazionale della Società italiana di ortodonzia (Sido) dal titolo Contemporary Orthodontics and Future Trends.

«Da anni ci stiamo concentrando sui collegamenti tra pediatria e sindrome delle apnee ostruttive del sonno (Osas), date le strette relazioni anatomiche tra posizione, anatomia dei mascellari e malfunzionamento delle vie aeree» commenta Giuliano Maino, presidente nazionale Sido, spiegando che le parole d’ordine per un’efficace gestione delle Osas sono multidisciplinarietà e personalizzazione delle cure. E nella posizione ottimale per essere il regista del team multidisciplinare è proprio l’ortodontista, specie nei controlli di follow-up che sono fondamentali per verificare il successo del trattamento. «L’Osas, una patologia pericolosa in età pediatrica che si manifesta in modo differente rispetto agli adulti, può avere effetti negativi come peggioramento del comportamento, irritabilità, problemi neuro-comportamentali, difficoltà nell’apprendimento e minore attenzione» riprende il presidente Sido, spiegando che le Osas sono un serio problema di salute che non deve essere sottovalutato in quanto può rendere difficili gli anni dell’infanzia. «Diversi studi suggeriscono che durante l’accrescimento gli effetti prolungati della Osa compromettono le capacità cognitive, cosa decisamente allarmante. Invitiamo quindi tutti i genitori che riscontrano disturbi respiratori nei propri figli a sottoporli a visite e controlli anche con l’ortodontista» conclude Maino.

marco

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