Fratture degli arti superiori : l’ecografia puo’ diagnosticarle

Fratture degli arti superiori : l’ecografia puo’ diagnosticarle

da doctor33.it

L’ecografia è in grado di diagnosticare con precisione gran parte delle fratture agli arti superiori che si verificano in età pediatrica ma non è così efficace con quelle dei gomiti, secondo una revisione sistematica con metanalisi appena pubblicata sull’American Journal of Emergency Medicine.

I ricercatori, coordinati da Kate Deanehan, direttrice dell’ecografia d’emergenza presso il Centro pediatrico Johns Hopkins di Baltimora, hanno esaminato i dati di 32 studi svolti su 2.994 bambini sottoposti a un totale di 3.415 scansioni per sospette fratture agli arti superiori. Come confronto di precisione per gli ultrasuoni sono state utilizzate semplici radiografie e in alcuni casi la risonanza magnetica La sensibilità e la specificità dell’ecografia per le fratture degli arti superiori nei bambini sono state rispettivamente del 95% e del 96%.
«Questi risultati indicano che gli ultrasuoni possono essere utilizzati per la diagnosi di alcune delle più comuni fratture del braccio che vediamo nei bambini, specie quelle dell’avambraccio distale o del polso» scrivono gli autori, aggiungendo che per le fratture del gomito l’ecografia non è così efficiente, e che in questi casi è necessario ricorrete alla radiografia. «Una limitazione dell’analisi è che l’accuratezza degli ultrasuoni varia a seconda dell’operatore, rendendo difficile generalizzare i risultati» afferma Deanehan, sottolineando che lo studio rappresenta un passo avanti nella comprensione del ruolo dell’ecografia nella diagnosi delle fratture pediatriche. Secondo gli autori sono comunque necessari studi futuri per valutare a fondo le implicazioni dell’utilizzo degli ultrasuoni come unica modalità diagnostica per le lesioni degli arti superiori nei bambini. «La valutazione ecografica delle sospette fratture al braccio può essere utile in qualsiasi contesto, ma diventa particolarmente rilevante in ambienti in cui le radiografie potrebbero non essere prontamente disponibili» concludono i ricercatori.

marco

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