Mascherine: facciamo chiarezza

Mascherine: facciamo chiarezza

da bambinopoli.it

Le mascherine saranno probabilmente le nostri fedeli compagne di passeggiate quando il lockdown sarà sciolto e si potrà tornare a una vita ‘quasi’ normale. Non tutte le mascherine, però, sono uguali e non tutte proteggono dal covid.

 

In Lombardia sono già obbligatorie per tutte le uscite a partire dal 5 aprile e presto lo saranno anche in Toscana. L’uso di mascherine è considerato, al momento, la migliore soluzione per trovare una exit strategy che dalla quarantena ci riporti a una vita di quasi normalità (anche se, per parlare davvero di normalità, occorrerà aspettare diversi mesi).

In molte città, però, le mascherine sono praticamente introvabili e quelle che davvero proteggono contro il coronavirus spesso vengono vendute a prezzi decisamente non accessibili per tutti.

Proviamo, dunque, nel marasma di informazioni di questi giorni, a fare chiarezza, valutando tutte le caretteristiche, i pro e i contro, di quelle attualmente in vendita.

MASCHERINE CHIRURGICHE
Le mascherine chirurgiche sono formate da 2 o 3 strati di tessuto non tessuto plissettato (in fibre di poliestere o polipropilene) che filtrano l’aria in uscita e proteggono da schizzi di liquido, come la saliva emessa con tosse o starnuti.
Sono le mascherine normalmente utilizzate dagli operatori sanitari in condizioni normali e sono utili, soprattutto, quando si è malati per evitare di trasmettere a chi ci sta intorno virus e batteri.
Di norma devono rispondere a una serie di parametri imposti dalla Comunità Europea. Il decreto Cura Italia, però, per velocizzarne la produzione e snellire la burocrazia, ha introdotto alcune deroghe temporanee che hanno permesso di velocizzarne la commercializzazione. Non tutte le mascherine in vendita, quindi, rispondono agli stessi criteri.
Sono utili per proteggersi contro il coronavirus? 
La risposta è no. Non filtrano, infatti, le particelle sospese nell’aria emesse da una persona infetta. Possono proteggere, però, gli altri qualora noi risultiamo portatori di covid2019.

MASCHERINE FILTRANTI (FFP1, FFP2 E FFP3)
Si chiamano filtranti perché sono mascherine realizzate in modo da bloccare il passaggio di particelle di dimensioni estremamente piccole, dell’ordine del mezzo micron, impedendo a chi le porta di inalarle.
Rispetto alle altre, sono sottoposte a una normativa rigorosa perché sono progettate per proteggere chi le indossa da eventuali particelle infette da virus anche a distanze ravvicinate.
Sono le mascherine utilizzate negli ospedali e nelle aeree in cui sono ricoverati pazienti provatamente positivi al test del covid e la loro capacità filtrante aumenta con l’aumentare del numero di riferimento.
Le mascherine filtranti possono essere dotate di valvole che ne rendono più agevole l’uso da parte di chi è costretto a indossarle per tutto il giorno. Al contempo, però, questo meccanismo è estremamte pericoloso per gli altri, dal momento che l’esalazione non è filtrata (ecco perché le mascherine filtranti con valvole vengono utilizzate esclusivamente nei reparti in cui sono presenti persone già infette).

n generale, l’uso di mascherine non deve far venir meno le basilari forme di prevenzione:
mantenere la distanza di sicurezza, soprattutto in ambienti chiusi; lavarsi sempre le mani dopo ogni uscita; evitare di toccarsi occhi e bocca con le mani non lavate.
È anche importante, non toccare mai le mascherine nella parte del tessuto, ma metterle e toglierle sempre dagli elastici, avendo cura di buttarle in un sacchetto di plastica e, quindi, nella spazzatura dopo l’uso.

marco

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