La meningite

La meningite

La meningite è un’infiammazione, prevalentemente di origine batterica o virale, delle meningi cioè delle membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale, che si manifesta soprattutto nei mesi freddi. Si tratta di una malattia grave ma curabile nella maggioranza dei casi. E’ importante la tempestività della diagnosi, ardua nei neonati e nei bambini piccoli, e quindi delle cure.

Ogni anno in Italia si verificano circa 900 casi di meningite batterica, la forma più pericolosa, in gran parte casi sporadici che rientrano nella normalità epidemiologica della meningite in Italia, e purtroppo, si registra ancora il 14% di decessi.

Gli agenti batterici che la causano sono diversi e il più temuto è il Neisseria meningitidis detto meningococco, di cui esistono diversi ceppi. Altri microrganismi causa di meningite sono lo streptococcus pneumoniae (pneumococco) e l’haemophilus influenzae tipo b (emofilo).

La vaccinazione è un’irrinunciabile ed efficace arma di prevenzione per una malattia che è tuttora una delle principali cause di mortalità e di morbosità nei bambini al di sotto dei 10 anni e negli adolescenti tra 15-19 anni. Oggi esistono quattro vaccini antimeningiti offerti dalla propria Asl secondo le disposizioni regionali: contro l’Emofilo, contro lo Pneumococco e contro i Meningococchi di tipo B e C (integrati anche da AWY)
 
  • Sindrome meningea

L’esordio della malattia, almeno nelle forme purulente, e’ improvviso, con brividi, febbre elevata, malessere ingravescente, cefalea ed eventualmente vomito. Il sensorio risulta spesso compromesso e si possono manifestare precocemente obnubilamento e torpore. Occasionalmente l’esordio può essere meno acuto, con segni meningei presenti da diversi giorni a una settimana.

Fase conclamata

a) Segni di ipertensione endocranica

  • cefalea oppressiva, pulsante, con fase di esacerbazione parossistica
  • vomito cerebrale, a getto, improvviso, non accompagnato da nausea o dolori addominali ed indipendente dall’assunzione di alimenti.
  • bradicardia relativa.
  • tensione della fontanella bregmatica (nei lattanti).
  • papilla da stasi, solo nei casi di ipertensione marcata e che dura da giorni.

b) Segni di irritazione meningea

  • rigidità della nuca e del tronco, decubito laterale con testa ripiegata all’indietro e cosce flesse sul bacino e gambe flesse (posizione a cane di fucile).
  • segni o riflessi antalgici da impegno meningeo tipo S. KERNIG (in posizione seduta si flettono le gambe sulle cosce)

c) Segni neurologici

  • compromissione dello stato di coscienza (torpore e/o crisi di agitazione psicomotoria).
  • convulsione (20-30%).
  • fotofobia ed iperacusia o ipoacusia neurosensoriale (16%).
  • segni cerebrali focali (deficit nervi cranici, emiparesi, disfagia.
  • riflessi cutanei-addominali ridotti o assenti.
  • riflessi tendinei simmetrici, più spessi vivaci ed accentuati.

d) Segni neurovegetativi

  • turbe del respiro e della frequenza cardiaca.
  • dermografismo rosso con persistenza di una striatura rossa quando si sfiora la cute.

e) Segni infettivi

  • febbre
  • artromialgle
  • prostrazione
  • sovrainfezione erpetica labiale
  • petecchie cutanee generalizzate
  • coagulazione intravascolare disseminata
  • grave sindrome cardiocircolatoria e renale da shock settico

La presenza di eruzioni petecchiale, purpurica o ecchimotica indica quasi sempre una infezione meningococcica e richiede un pronto trattamento a causa della rapidità’ con la quale questa infezione può progredire.

marco

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