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Scuola, grande richiesta di tamponi. Pediatri: 5 giorni per esito sono troppi

da doctor33.it (modif.)

La scuola è da poco ripresa e ad essere presi d’assalto sono i pediatri, «sommersi dalle telefonate di genitori che richiedono il tampone per i loro figli, preoccupati per sintomi che pure in questa stagione sono nella norma: tosse, febbre, problemi gastrointestinali. Disturbi che, però, ora è necessario distinguere da un’infezione da coronavirus», spiega all’Adnkronos Salute Paolo Biasci presidente nazionale della Federazione italiana medici pediatri (Fimp).

Il problema è che l’esito del tampone naso-faringeo per il coronavirus sul territorio richiede dai 4 ai 5 giorni, ma «se lo stesso paziente va in pronto soccorso la risposta arriva in 4 ore». Una differenza che, con l’apertura delle scuole e «l’inabitabile boom di richieste ai pediatri di test per bambini e ragazzi con sintomi di un’infezione, rischia di paralizzare il sistema». Maggiori informazioni

Imparare a dormire : il metodo Ferber

I bambini amano le regole. Per loro è molto importante sapere che tutto accadrà seguendo sempre la stessa logica e che certi riti si ripetono, immutati, giorno dopo giorno: permette loro di anticipare ciò che accadrà e di prepararsi al momento.

I bambini sono per antonomasia degli abitudinari, dei conservatori e non amano essere colti di sorpresa o dover cambiare le loro abitudini. Questa teoria generale è estremamente importante soprattutto quando si parla del sonno e delle buona abitudine al sonno.

 

Il rito della buonanotte

I bambini devono imparare a distinguere il giorno dalla notte: durante il giorno vanno messi a dormire nella carrozzina in un luogo tranquillo ma non buio e non silenzioso, si può lasciare un po’ la persiana aperta e la porta della camera aperta in modo che durante il pisolino egli avverta i rumori delle normali attività quotidiane che avvengono in casa. Maggiori informazioni

Ritorno a scuola e sintomi: tutte le domande dei genitori

da corriere.it   (modif.)

A breve riparte l’anno scolastico. Ma quando i figli presentano sintomi che fanno sospettare il Covid? Scatta subito il tampone? Anche per i genitori ? Come comportarsi nelle diverse situazioni

Ore 7,30, il bambino ha un po’ di tosse e mamma o papà gli provano la febbre. Non ce l’ha, deve comunque restare a casa? Secondo le indicazioni operative dell’Istituto superiore di sanità il bambino non deve andare a scuola se presenta febbre o qualunque tipo di sintomo compatibile con il covid. Che fare?
Dipenderà dall’entità della tosse. Occasionali e isolati colpi di tosse mattutini non rappresentano una controindicazione alla frequenza scolastica. Il consiglio di Alberto Villani, presidente della società italiana di pediatria che con Sergio Iavicoli, direttore medico Inail, ci aiuta a rispondere a queste domande, è sfoderare l’intuito tipico di genitori attenti ai propri figli. Maggiori informazioni