Benvenuti sul sito di Marco Fiorentini

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Turpis mollis

Dengue. Ecdc: Probabilità moderata di trasmissione locale

da popsci.it

 

Dall’inizio del 2024 sono stati segnalati a livello globale oltre due milioni di casi di dengue e oltre 500 decessi correlati alla dengue. La maggior parte dei casi è stata segnalata nella regione Oms Paho (regioni delle Americhe) con un numero cumulativo di 1.874.021 casi sospetti segnalati fino alla settimana 8 del 2024 (terminata il 25 febbraio 2024). Si tratta di un aumento del 249% rispetto allo stesso periodo del 2023.

In Brasile si sono registrati già oltre 1,5 milioni di casi nel 2024 e 278 decessi. La vaccinazione contro la dengue è iniziata e si stanno implementando misure come un monitoraggio rafforzato.

Guadalupa, Martinica, Saint-Barthélemy e Saint-Martin continuano a dover affrontare un’epidemia classificata in fase 4 e livello 1 per Guadalupa e Martinica e come fase 3 per Saint-Barthélemy e Saint-Martin. Secondo il rapporto di sorveglianza della dengue del 29 febbraio 2024, si osserva una tendenza decrescente nei casi che presentano sintomi di dengue in Guadalupa e Saint Barthélemy, con tendenze simili osservate nelle visite ai dipartimenti di emergenza. In Martinica e Saint-Martin si osserva una tendenza all’aumento dei casi con sintomi di dengue dall’inizio dell’anno. Tuttavia, il numero di casi che presentano sintomi nei pronto soccorso sta diminuendo.

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Papà italiani più vecchi d’Europa: quasi 36 anni l’età media per il primo figlio

DA QUOTIDIANPEDIATRIA.IT

Diventare papà per la prima volta è un’esperienza che gli uomini italiani continuano a spostare sempre più avanti nel tempo, più di quanto si faccia negli altri Paesi europei. I più recenti dati Istat indicano, infatti, che in Italia si diventa papà mediamente a 35,8 anni, mentre in Francia a 33,9 anni, in Germania a 33,2, in Inghilterra e Galles a 33,7 anni. Un fenomeno sempre più frequente rispetto al passato che riguarderebbe circa il 70% dei nuovi papà italiani: ciò significa che 1 uomo su 3 è ancora senza figli oltre i 36 anni d’età. Per questo, in vista della Festa del Papà, gli esperti della Società Italiana di Andrologia (SIA) puntano i riflettori sull’importanza di anticipare la paternità e, dove non possibile, di preservare la fertilità fin da giovani, principalmente attraverso un sano stile di vita, ma anche con il contributo di sostanze di estrazione naturali in grado di offrire protezione contro i danni del tempo e degli inquinanti ambientali esterni.

Una tendenza a ritardare la paternità che non è priva di conseguenze: numerose evidenze scientifiche dimostrano che le caratteristiche funzionali dello spermatozoo, cioè motilità, morfologia e anche i danni al DNA, peggiorano con l’aumentare dell’età. A tutto questo si aggiunge al fatto che con l’avanzare dell’età aumenta il tempo di esposizione agli inquinanti ambientati esterni, come le microplastiche che negli ultimi anni hanno dimostrato essere un problema rilevante per la fertilità maschile. In più i cambiamenti climatici con l’aumento della temperatura globale hanno anch’essi un impatto negativo sulla fertilità maschile, dimostrato dalla riduzione volumetrica dei testicoli nella popolazione generale.

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Morbillo, allarme epidemia in Gran Bretagna dopo il calo delle vaccinazioni. E in Italia?

da corriere.it

In Gran Bretagna, dopo che per anni sono diminuite le percentuali di vaccinazione dei bambini, ora si parla di «epidemia di morbillo», come riferisce il New York Times. Tra il 1° ottobre 2023 e la fine di febbraio di quest’anno, secondo i dati dell’Agenzia inglese per la sicurezza sanitaria,  sono stati confermati 650 casi di morbillo. E ora si sta pensando a come affrontare i livelli troppo bassi di immunizzazione: 84,5% alla fine dell’anno scorso, rispetto alla soglia di sicurezza del 95%, ma a Londra si è registrato un tasso di copertura, ancora inferiore, pari al 73,1%. C’è da preoccuparsi anche in Italia per il «ritorno» del morbillo? Cosa fare?

La diffusione di questa malattia infettiva molto contagiosa e che può diventare anche pericolosa è in aumento in tutta Europa, tanto che la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha di recente lanciato l’allarme, invitando tutti gli Stati membri a massimizzare gli sforzi per raggiungere e mantenere un’elevata copertura vaccinale per il morbillo e tutte le altre malattie prevenibili con i vaccini. Nel 2023, i casi di morbillo nel continente europeo, sono aumentati di oltre 40 volte, rispetto all’anno precedente, passando da meno di mille a oltre 40 mila. E sono stati registrati 21mila ricoveri ospedalieri e 5 morti. Ma la malattia, sottolinea l’Oms, si può prevenire col vaccino e nessuno dovrebbe più morire di morbillo.

 

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