Benvenuti sul sito di Marco Fiorentini

Questo sito nasce per aiutare i genitori dei miei piccoli pazienti ed i loro figli piu' grandi. Vuole essere un luogo dove poter avere uno scambio di idee, proficuo per tutti, al di fuori dello studio medico.

Turpis mollis

Lavaggi nasali: come farli e quando

dal sito ospedalebambinogesu.it

Il lavaggio o irrigazione nasale consiste nell’introduzione nelle narici di una soluzione di acqua e sale (soluzione fisiologica). I lavaggi nasali hanno la finalità di “pulire” il naso e rimuovere muco o crosticine.

I lavaggi nasali sono molto utili per i neonati e i bambini molto piccoli che, non riuscendo ancora a soffiarsi il naso, possono trarne beneficio in caso di raffreddore o altre malattie dell’apparato respiratorio. 

È utile fare i lavaggi nasali al bambino e al neonato:

  • Prima delle poppate: soprattutto nei lattanti, mantenere le narici libere favorisce l’allattamento, poiché la respirazione avviene pressoché esclusivamente tramite il naso;
  • Prima di dormire: la rimozione del muco dalle narici permette al bambino di respirare meglio e quindi di avere un sonno più tranquillo;
  • Prima di eseguire l’aerosol: il lavaggio nasale permette un respiro più tranquillo e favorisce quindi la penetrazione della terapia aerosolica nelle vie respiratorie.
  • Esistono molti strumenti per eseguire il lavaggio nasale. Nei bambini sotto i due anni di età è consigliato l’utilizzo di una siringa (senza ago) da 2,5 ml o 5 ml, in modo da introdurre la soluzione fisiologica nelle narici con una discreta pressione, utile a liberare le prime vie aeree.

    Per liberare il naso dei bambini più grandi si possono utilizzare gli spray predosati. Si tratta di semplici apparecchi che vengono collegati alla pompa dell’aerosol: sono dotati di un beccuccio che viene appoggiato alla narice del bambino e producono docce nasali micronizzate.

    Un’altra possibilità nei bambini più grandi è l’utilizzo di un apparecchio di origine asiatica per lavaggi nasali, il “neti lota“, una piccola brocca con beccuccio

 

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La super influenza colpisce gli italiani. I sintomi e come contrastare la ‘variante K’

da dire.it

Come era stato previsto, quella di quest’anno è un’influenza particolarmente aggressiva“. A parlare della super influenza che sta circolando da settimane è Valentina Grimaldi, pediatra di famiglia, consigliere Omceo di Roma e coordinatrice della Commissione età evolutiva. La pediatra spiega che la sintomatologia caratteristica di questo virus (conosciuto anche come variante Kraken) è “febbre alta a insorgenza improvvisa, con picchi anche di 39-40 gradi, che a volte fa fatica a rispondere agli antiepiretici e può durare fino a 5-6 giorni. E poi raffreddore, qualche sintomo gastro-intestinale, dolori muscolari, mialgie e una tosse molto fastidiosa legata al raffreddore. Si tratta pertanto di una tosse che riguarda le vie alte, da scolo di muco retrofaringeo, quindi non è necessario fare aerosol o particolari terapie se non pulire e soffiare il naso e usare sostanze emollienti e lenitive per la mucosa delle alte vie- spiega ancora la pediatra- Poi, finita la febbre, la tosse residua anche per una settimana-dieci giorni proprio perché il virus ha un’azione irritativa sulle mucose delle vie respiratorie”.

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Influenza, SIP: stagione partita in anticipo. Vaccinare ora i bambini

da doctor33.it

La stagione influenzale 2025-2026 è iniziata con circa quattro settimane di anticipo in Italia e in Europa e presenta già una circolazione sostenuta dei principali virus respiratori. Lo segnala la Società italiana di pediatria (SIP) sulla base dell’ultimo aggiornamento dell’OMS Regione europea e dei dati della sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto superiore di sanità, invitando a procedere subito con la vaccinazione dei bambini per arrivare protetti al picco atteso tra fine dicembre e inizio gennaio.

La SIP ricorda che, come avviene tradizionalmente durante la stagione influenzale, i bambini risultano tra le fasce di popolazione maggiormente colpite dalle infezioni respiratorie. Secondo l’ultimo report RespiVirNet, l’incidenza più elevata delle infezioni respiratorie acute interessa la fascia di età 0-4 anni, con valori nettamente superiori rispetto agli altri gruppi.

Per età e contesti di vita, in particolare nidi, scuole e attività sportive, i più piccoli hanno un ruolo rilevante nella circolazione dei virus nella comunità. Contenere i contagi in questa fascia, sottolineano i pediatri, significa ridurre la diffusione in ambito familiare e negli ambienti sociali.

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