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Coronavirus e Sindrome di Kawasaki, il pediatra avverte :” Non sottovalutate questi sintomi nei bimbi: terapia entro 10 giorni”

dal corriere adriatico.it

Se si instaura una terapia con immunoglobuline entro il decimo giorno si possono contrastare gli effetti più gravi della sindrome di Kawasaki», una patologia rara, per la quale è stato ipotizzato un nesso con Covid-19. A sottolinearlo all’Adnkronos Salute è Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria (Sip) e componente del Comitato tecnico scientifico su Covid-19. «Ogni anno ci sono 250-400 casi di questa sindrome in Italia, ed è stato segnalato un aumento importante nell’area di Bergamo. Al momento però il nesso fra Covid-19 e la sindrome non è ancora dimostrato», precisa il pediatra, aggiungendo che «è in corso un attento monitoraggio da parte degli 11 mila pediatri della Sip». Maggiori informazioni

Coronavirus e alimenti: come comportarsi

da Bambinopoli.it

Per quanto il coronavirus sia relativamente giovane e ancora soggetto a studi e approfondimenti e sebbene non siano del tutto chiari i suoi comportamenti e, soprattutto, la sua evoluzione, alcune informazioni che lo riguardano sembrano essere date per assodate in tutto il mondo. Una di queste riguarda il modo attraverso cui NON si trasmette, soprattutto in relazione al consumo di cibo eventualmente infetto.

Sottoforma di FAQ, quindi, proviamo a dare risposta ai principali dubbi di questi giorni per sfatare alcunu miti e tranquillizzare gli animi.

È POSSIBILE CONTRATTE IL CORONAVIRUS ATTRAVERSO IL CIBO CHE MANGIAMO?
Sars-CoV2 è un’infezione che si trasmette per via respiratoria inalando goccioline respiratorie emesse da persone infette oppure, indirettamente, portandosi le mani contaminate alla bocca, agli occhi e al naso. Maggiori informazioni

Genitori, non temete i comportamenti regressivi dei figli

da Dire.it

I bambini non hanno, come gli adolescenti e gli adulti, la possibilita’ di esprimere ed elaborare le loro paure e “le manifestazioni del loro disagio sono spesso riferite al corpo.

Assorbono sempre e in maniera forte tutte le ansie e angosce presenti nel collettivo, che poi vivono nel contesto familiare. Eventuali comportamenti regressivi che si osservano in questo momento sono una manifestazione delle ansie, non devono preoccupare i genitori oltre misura. Potrebbero essere temporanee e lo stiamo osservando in tante situazioni”. È un messaggio rassicurante quello di Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), interpellata dalla Dire su come si manifesta il disagio dei bambini nell’emergenza Coronavirus. Maggiori informazioni